Coast to coast il viaggio avventuroso attraverso gli Stati Uniti da una costa all’altra.
Spesso quando si pensa al coast to coast ci immaginiamo liberi in moto con capelli al vento sulla Route 66.

La Route 66 è famosa per essere diventata un simbolo del viaggio “on the road” americano, rappresentando libertà e avventura.
Oggi si parla anche di nostaglia dato che l’antica strada è stata in parte sostituita dia moderne autostrade.
Ma quindi cosa è i l coast to coast oggi?
E’ il viaggio che tipicamente si fa dalla costa est degli Stati Uniti fino a raggiungere la costa ovest.
Quanti coast to coast esistono?
Praticamente illimitati. Ciascuno può decidere la rotta in base ai luoghi che vuol visitare.
Nel nostro caso come si può vedere dalla mappa il tragitto più corto per raggiungere il nostro punto scelto di partenza: New York e il nostro punto di arrivo scelto: San Francisco e di circa 3000 miglia.

Alla fine però le miglia saranno 4000 perché Sara a tracciato un itinerario tutto nostro che tocca le principali catene montuose.
Per questo motivo chiamo il nostro viaggio il: coast to coast across the mountain.
Alla fine dell’articolo parleremo anche dei costi che sorprendentemente sono minori di quello che comunemente si pensa: coast to coast low cost.
Allacciati le cinture il viaggio inizia.
Il nostro viaggio vuole inziare da un luogo simbolo: Ellis Island.

Qui fu concesso l’ingresso negli Stati Uniti a milioni di immigrati che perseguivano il sogno americano.
Oggi è un emozionante museo perché alla fine tutti abbiamo qualcuno tra il parentato che è passato da qui.

Chissà con che occhi vedevano Manhattan, soprattutto quelli che finivano in quarantena.

Oppure la vicina Statua della Libertà

Il viaggio vero è proprio inzia da un famoso ponte.

Il Ponte di Brooklyn segna l’inizio ufficiale del nostro viaggio che terminerà (nel nostro caso) dopo 4000 miglia con un altro ponte iconico: Golden Gate Bridge
Due ponti due simboli, due città una ad est una ad ovest, due oceani. L’Atlantico e il Pacifico.

Finalmente partiamo in direzione sud ovest per raggiungere le Smoky Mountains e decidiamo di fermarsi a vedere una città molto imporrtate per la storia degli Stati Uniti: Filadelfia.

Filadelfia è un importante centro storico e culturale, noto per essere stata la culla della Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776.

Tuttavia è consigliabile per chi non se la sente di trovarsi in strade trafficate di raggiungere Philadelphia e poi Washington con i mezzi pubblici, per poi noleggiare la macchina successivamente.
Ciò consente la visita di due importanti città senza avere il pensiero di dove poter parcheggiare.

Senza dubbio non possiamo saltare di fotografare Capitol Hil, la sede del Governo degli Stati Uniti che ospita l’edificio con cupola del Campidoglio, il Senato, la Camera dei rappresentanti e la Corte Suprema, in stile neoclassico.

Washington è una città dove ci sono importanti musei. Uno dei più famosi è popolari è: National Air and Space Museum. Vicino alla storia del’aviazione con velivoli d’epoca e di importante interesse storico,

spicca il Modulo di Comando Columbia dell’Apollo 11, nonché la riproduzione del modulo lunare.

Ovviamente in questo contesto di viaggio da costa a costa, per vedere bene città come Washington è necessario fermarsi per più tempo. Nel nostro caso abbiamo preferito fermarsi solo una notte per vedere le cose principali e dare priorità alle escursioni in montagna che richiedono anch’esse molto tempo.

Sveglia all’alba
ed una uscita in macchina più facile del previsto da Washington DC.
E ci avviamo subito verso il primo parco nazionale: Shenandoah National Park,

rinomato per la famosa Skyline Drive, una panoramica strada di 105 miglia che attraversa le Blue Ridge Mountains
Ci sono molti sentieri, inclusi tratti dell’Appalachian Trail (che vedremo più avanti), panorami spettacolari, e cascate.

Pur essendo inizio ottobre è sempre molto caldo anche a 3550 piedi.
Peccato perché qui il foliage è uno spettacolo.
Lungo la strada ci fermiamo per caso a Luray e con grande emozione scopro che ci sono gli attori di una serie televisiva che guardavo quando ero ragazzo.

Cooter’s Place a Luray, Virginia è un’attrazione imperdibile per i fan del Dukes of Hazzard. Offre un museo gratuito, un negozio di souvenir e repliche iconiche come il Generale Lee e l’auto di Rosco P. Coltrane. Situato al 4768 U.S. Highway 211 West.

E’ incredibile sono vicino al Generale Lee.
Ci fermiamo a mangiare: piatti locali, musica dal vivo sembra di tornare indietro nel tempo e riviere l’atmosfera del film.

Per raggiungere Gatlinburg, una nota località turistica situata nel Tennessee, ai piedi delle Great Smoky Mountains, ci imbattiamo nel mega incorgo, dovuto ad un un mega raduno di macchine, dove rimaniamo bloccati per ore: Pigeon Forge Rod Runs.
Arriveremo quindi con oltre 4 ore di ritardo, in piena notte a Gatlinburg, stanchi, una cena veloce e a dormire, perdendo così di vivere l’atmosfera di questa località, ma questo fa parte del viaggio.
Il giorno successivo.

Finalmente arriviamo a Newfound Gap, un passo di montagna situato vicino al parco delle Smoky Mountains dove passa il Sentiero degli Appalachi,

situato lungo il confine tra Tennessee e Carolina del Nord, di cuoi abbiamo parlato in un precedente articolo.

Prossima tappa è Nashville che dista circa 238 miglia da qui.

Nashville, capitale dello Stato del Tennessee nonchè la capitale mondiale della musica country, famosa per il Country Music Hall of Fame e i locali honky-tonk su Broadway ed è soprannominata “Music City“.
Qui abbiamo mangiato un ottimo fish and chips da Bolton’s Spicy Chicken & Fish.

Il giorno successivo ci troviamo a superare una delle tappe più lunghe in macchina del nostro coast to coast.
Mi stancano più 4 ore di macchina che 4 ore di trekking nella natura.

La tappa prevede 8:40 ore da Nashville, Tennessee per arrivare a Topeka passando da St. Louis in Missouri e Kansas City.
Praticamente una giornata che passeremo in macchina ma avremo più tempo per fare delle belle escursioni nei giorni successivi nel Colorado.
Questo è il fiume Mississippi che scorre proprio accanto al Gateway Arch a St. Louis, Missouri.

L’Arco della porta conosciuto anche come Porta verso l’ovest, è un gigantesco arco monumentale situato nell’omonimo parco nazionale ed è il simbolo di questa città.

L’Ovest è l’ovest, te ne rendi conto perchè cominci ad essere solo in strada. Si stà veramente entrando nel vivo del viaggio.

In questa tappa odierna raggiungeremo Colorado Springs e se non ci sono intoppi avremo la possibilità di farer una bella prima escursione a piedi.

Le zone in cui si trovano le rocce di arenaria rossa intorno a Colorado Springs sono affascinanti. Interessante ovviamente anche dal punto di vista Geologico.
Balanced Rock in the Garden of the Gods sicuramente è la formazione più famosa di questa zona.

Si tratta di un enorme masso da circa 1,4 milioni di libbre che sembra in bilico precario su una piccola base ridotta, creando un effetto visivo spettacolare.
Si è formata milioni di anni fa a causa dell’erosione differenziale, dove strati più morbidi di siltite si sono erosi più velocemente rispetto all’arenaria più dura superiore.

Qui invece si dovrebbe vedere il Pikes Peak ma la visibilità ridotta nasconde questo gigante che supera i 4000 metri.
Il giorno successivo complice il bel tempo possiamo partire per la cima più alta del sud Front Range delle Montagne Rocciose.

Si tratta di una salita veramente insolita in quanto superiamo ampliamente con la macchina la soglia dei 4000 metri slm.

Una corsa verso la vetta e qui trovi il link del video dedicato al Pikes Peak con tantissime informazioni interessanti e storiche.

Nel pomeriggio troviamo una area in cui possiamo fare un po di bouldering.

Una breve sosta e il viaggio continua verso Grand Junction.

Qui si potrebbero fare moltissime variazioni nella tappa. Considerando che Grand Canyon e la Monument Valley, l’abbiamo già visitati in un passato viaggio, optiamo per parchi che ancora non abbiamo visto.
Ma se passi da queste parti per la prima volta ti consigliamo di organizzarti per vedere questi due parchi iconici sopra menzionati.

Per cui dopo una notte in un classico motel decidiamo di andare allo Zion National Park
Causa pioggia e allerta alluvione però non abbiamo potuto visitare interamente il parco in ogni caso è un luogo meraviglioso.
Ci avviamo quindi verso Las Vesgas
E’ impressionate il bagliore delle luci notturne di questa città che si vedono dalla zona desertica e si riflettono nel cielo.

L’arrivo a Las Vesgas da strade desertiche ha sempre un forte impatto, ecco lo Sphere.

Si tratta anche di una tappa obbligata perché, fuori da questa città c’è veramente poco e se non capiti qui nel week-end, cosa che Sara aveva calcolato, puoi dormire in maniera economica anche negli Hotel più famosi.

Lo spettacolo delle Fontane del Bellagio a Las Vegas è un’attrazione gratuita e iconica sul Strip.
Il giorno successivo andiamo al Red Rock Canyon National Conservation Area, vicino a Las Vegas.

Qui proveremo ad arrampicare sul Plumber’s crack roccia dove Alex Honnold ed altri, si sono arrampicati, per una sfida di arrampicata speciale in un video di Emil Abrahamsson.

La colorazione della roccia qui è veramente spettacolare e col cambiare della angolazione dei raggi solari si vedono tutte le sfumature di rosso, soprattutto all’alba e al tramonto, oltre al fatto che la colorazione a strati è il risultato di processi geologici durati milioni di anni, che hanno creato un netto contrasto tra rocce di diverse ere ed epoche.

Ora procediamo verso la Death Valley ma c’è una perturbazione e speriamo di poterla visitare, Siamo passati da qui già nel 2023 ma forti temporali a seguito della tempesta tropicale Hilary, allagarono la valle che rimase chiusa per mesi.
Spesso si pensa alla Valle della Morte come una landa desolata, priva di particolari interessi, invece è un parco che impressiona per la sua bellezza., per cui abbiamo dedicato un intero video: Death Valley.

Usciamo dalla porta verso il Nevada.

Siamo soli su questa strada che ricorda quei film dove all’improvviso compare un Ufo.

Dormiamo in un ranch sperduto nel Nevada, la cui strada non è presente nemmeno su Google map.
Con grande emozione ci dirigiamo verso il parco nazionale di Yosemite, su strade panoramiche bellissime e con assenza di traffico. Un sogno!

Entriamo a Yosemite attraverso il Tioga Pass. La State Route 120 attraversa la catena montuosa della Sierra Nevada e funge da punto di ingresso orientale per il parco, grazie al Tioga Pass che si trova a 3.031 m.

Il primo obbiettivo del giorno e salire sul Lembert Dome, visto la prima volta due anni fa, quando siamo passati da qui, ma per mancanza di tempo non era stato possibile fare l’escursione. Oggi riesco a realizzare questo piccolo sogno e trovi l’articolo dedicato su: Lembert Dome – Yosemite.

Non poteva mancare di fotografare El Capitan e Half Dome i due giganti icone dell’arrampicata mondiale.

Una visita ad una delle tantissime aree boulder.

Poi direzione verso un campeggio, lavaggio dei vestiti, cena tipica e una profonda dormita nella quiete della natura.

Giorno successivo cambio di programma infatti stiamo andando a Monterey.

Caratteristica di questo viaggio è avere flessibilità e cambiare programmi. Infatti sta per arrivare una intensa e fredda perturbazione nevosa: E’ un peccato perché rimanere un giorno in più a Yosemite sarebbe bello. Veramente difficile venire via, ma in questo modo eviteremo anche il traffico del rientro del fine settimana, e se siamo fortunati vedremo l’oceano Pacifico con bel tempo..
Dopo 3868 miglia abbiamo raggiunto la costa Ovest finalmente vediamo l’Oceano Pacifico.

E’ una grande emozione sentire il suono del vento e delle onde dell’oceano.
Ma il viaggio non è finito perché il nostro obbiettivo è arrivare a San Francisco ma c’è un nuovo cambio di programma.

Infatti siamo vicinissimi al Big Sur, rinomato tratto costiero della California, famoso per la sua strada panoramica. Non resistiamo! Siamo qui! Poco sotto Monterey inizia il tratto più bello.
Allora decidiamo di andare verso sud ed allontanarci dalla nostra meta finale.
Questo tratto fa parte della famosa strada oceanica: Pacific Coast Highway, nota anche semplicemente come Highway 1.

Questo è il Bixby Bridge, uno dei ponti ad arco più fotografati della California per il suo design estetico.

Su questa strada non mancano tesori naturali come la McWay Falls cascata di circa 25 metri che scende sulla sabbia in una baia incontaminata.

In’altra gemma nascosta è: Pfeiffer Beach, famosa per la sua caratteristica sabbia viola.

Alla fine un tramonto sull’oceano a Carmel-by-the-Sea.

Il giorno successivo a Monterey, un tempo centro dell’industria di inscatolamento di sardine, oggi meta turistica

col caratteristico pontile e ristoranti di pesce,

abbiamo avuto l’incredibile esperienza dell’avvistamento delle balene.

Sicuramente Monterey ha un posizione ottimale per questo tipo di eperienza che consigliamo di fare.

Stiamo andando verso Santa Cruz è piove. La perturbazione che ci ha fatto anticipare di un giorno la partenza da Yosemite ci ha beccato proprio qui, consentendoci comunque di godere di un arrivo sull’oceano Pacifico soleggiato.

Qui oggi siamo nella culla del surf.

Trasferitosi dalla fredda terra del Colorado alla soleggiata California, Jack O’Neill ha aperto il primo “Surf Shop” a Santa Cruz nel 1959.

Per gli amanati della tecnolgia prima di arrivare a San Franscisco è obbligatoria una tappa nella Silicon Valley.

Dopo una visita A Facebook diventata oggi Meta

Non poteva mancare la vistia a Google.

Visita alla Apple

Consigliamo una visita alla Stanford University
A Palo Alto lo smartphone di Sara cessa di funzionare e ci rendiamo conto che abbiamo un grosso problema peggio di perdere i documenti. Sul telefono c’è tutto biglietti dell’aereo di ritorno compresi.

Siamo arrivati finalmente a San Franscisco che indubbiamente meriterebbe un video dedicato perchè è una città meravigliosa. Una delle poche che mi piace; parola di montanaro.

Una delle esperienza da non perdere e fare un giro sui vecchi tram chimati: “Cable Cars” un vero tuffo nel passato.
Elenchiamo sinteticamente le altre attrazzioni principali:

Alcatraz
Fisherman’s Wharf

Union Square

Lombard street
Pier 39 dove assisterai all’insolito spettacolo dei leoni marini

Consegniamo la macchina con oltre 4000 miglia, per concludere a piedi l’attraversamento del Golden Gate Bridge.

Siamo partiti da Ponte di Brooklyn a New York ed ora con grande emozione attraversiamo il Golden Gate Bridge.
Due ponti iconici, due città lontane, che in comune hanno lo sbocco sul mare, pur essendo oceani diversi. Costa est, l’Atlantico, Costa ovest, il Pacifico,

Come anticipato all’inizio non è un viaggio costoso come si potrebbe pensare.
Il basso costo della benzina, l’assenza di autostrade a pagamento, Il presso contenuto dei Motel e l’organizzazione di Sara per il mangiare hanno reso possibile questo sogno.
Ti lasciamo ora sognare con il nostro video: Coast to coast