Corno Grande in solitaria
Corno Grande non è solo la cima più alta dell’appennino e qualcosa di più.
Parto da Campo Imperatore per una solitaria al Corno Grande perché Sara non si sente bene.

Le indicazioni danno un tempo di percorrenza di 3 ore. Io per non fare attendere troppo Sara salirò in 2:30 comprese le riprese video, concludendo l’escursione totale sotto le 5 ore compreso andata e ritorno, ma non vorrei mandare un messaggio sbagliato e per questo intitolo questo video: Corno grande non è una passeggiata.

Lassù il rifugio Duca degli Abruzzi. Di fronte trovi il monte Aquila che abbiamo fatto qualche anno fa: Era primavera e c’era ancora molta neve.
Con la neve le difficolta aumentano perché riempie i passaggi naturali, i tornanti e i terrazzamenti del un sentiero estivo. Il risultato è una superficie uniforme che segue la linea di massima pendenza, eliminando i tratti in piano.

Ecco la Sella del Monte Aquila. Durante l’inverno e spesso nella prima primavera la via Normale estiva per la Vetta Occidentale del Corno Grande non è praticabile.
Qui teniamo la sinistra verso la sella del Brecciaio a destra invece c’è la famosa direttissima.

Siamo alla sella del Brecciaio ad un altitudine di 2.506 metri, da dove si gode un panorama che riempie l’anima.
Si nota bene il rifugio duca degli Abruzzi, anche il Monte Portella di cui puoi trovare il video del fantastico giro ad anello che abbiamo fatto nel 2021

Il celebre Pizzo Cefalone ed ancora molto altro.
Nel frattempo una curiosità. Il Corno Grande è composto principalmente da rocce sedimentarie carbonatiche, nello specifico da dolomia, nella sua parte più antica alla base e sulle pareti orientali da calcari. Queste rocce si sono formate circa 250 milioni di anni fa tra il periodo Triassico e il Giurassico sul fondo di un antico mare tropicale.
Eccoci alla Conca degli Invalidi che è una celebre depressione di origine carsica e glaciale situata a circa 2.670 metri di altitudine. 5:35 Con l’affluenza di oggi è facile individuare la via normale.
Da qui parte anche la bellissima Via delle Creste ben più difficile.
Qualche sasso mosso da sopra può arrivare ecco perché è consigliato il casco. Qui cerco di trovare gli appoggi giusti senza il rischio di muovere detriti.
Qui è segnato di la. Considerazione con bel tempo non ci sono grossi problemi a stare sulla traccia ma in caso di nebbia, la difficoltà sarebbe ben maggiore, motivo per cui ho la traccia gpx anche se oggi non è necessaria.
I passaggi di arrampicata su roccia sono facili di primo grado, l’utilizzo delle mani è più un appoggio che un appiglio.
Siamo a 2788 metri. C’è ancora un po. Considera con i saliscendi 900 metri complessivi da Campo Imperatore.
Nel tratto superiore con meno sassi e detriti diventa tutto più bello e divertente. Guarda qui che spettacolo mi sto per affacciare sul Calderone che purtroppo è stato declassato a glacionevato.
Il Calderone è stato storicamente l’unico ghiacciaio degli Appennini e il corpo glaciale più a sud d’Europa.
Qui si interseca il sentiero delle Creste, Fare attenzione di non prenderlo in discesa involontariamente. In caso di nebbia è facile sbagliare.
Vetta del Corno Grande Occidentale.
Lo sguardo dalla vetta arriva a spaziare fino alla costa adriatica, starei qui per molto tempo, ma non posso stare troppo oggi perché Sara è giù che mi aspetta.
Occhio a non sottovalutare questa discesa, servono gambe non stanche e il tempo può cambiare rapidamente.
L’escursione non finisce a vetta ma quando sei tornato a casa.